Prog. Educativo

PROGETTO EDUCATIVO ASSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISTICA TREZZO

1 – Finalità e Obiettivi

La Associazione Sportiva Dilettantistica TREZZO (d’ora in poi : Associazione”) è attiva nel comune di Trezzo sull’Adda dal 2014, unendo le forze di VIRTUS ASD TREZZO e POLISPORTIVA ORATORIO CONCESA già presenti da più di 20 anni.

E’ una realtà sportiva con un proprio statuto e un consiglio direttivo

Secondo convenzioni predefinite, utilizza per le proprie attività, le strutture sportive parrocchiali e del comune di Trezzo S/A, contribuendo alla gestione e alle spese di mantenimento degli impianti.

L’associazione è libera,senza limitazioni di religione o nazionalità; è apolitica e senza fini di lucro pur potendo svolgere anche attività definite “commerciali”dalla normativa in vigore.

OBIETTIVI

Ha l’obiettivo di far apprendere e diffondere la pratica sportiva sentendosi però investita da responsabilità di carattere educativo e per rispondere ad un fabbisogno sociale del nostro territorio.

In sintesi intende:

  • Proporsi come Soggetto che, attraverso lo sport, offre un servizio educativo di valore sociale alla città di Trezzo.
  • Organizzare un’attività aperta a tutti; offrendo la possibilità di praticare uno sport ai bambini, ai ragazzi, ai giovani ed agli adulti di entrambi i sessi.
  • Proporre, per i più giovani, l’attività sportiva come strumento di proposta educativa nella quale coltivare le attitudini sportive e morali;
  • Proporre, per i più grandi, l’attività sportiva come avvincente proposta agonistica nella quale misurarsi e competere con gli altri;
  • Organizzare corsi di formazione per allenatori e dirigenti in modo di avere delle persone qualificate sportivamente ma anche moralmente.
  • Verificare il conseguimento degli obbiettivi proposti, in modo da poter valutare eventuali aggiustamenti al progetto educativo per migliorarne l’efficacia.

FILOSOFIA

Siamo convinti che la pratica sportiva può essere un grande strumento educativo, se non è ridotta a solo evento agonistico, di spettacolo o a semplice riempitivo del tempo libero. Elementi educativi dello sport possono essere individuati nel campo dello sviluppo psicofisico e nelle relazioni interpersonali, nei comportamenti che richiedono sacrificio di sé, lealtà, autocontrollo delle emozioni, perseveranza nel raggiungere un obiettivo, nel rispetto della persona e delle regole, nel senso di appartenenza ad un gruppo, nella gratuità e nell’occasione per migliorare sé e gli altri.

Siamo consapevoli che solo alcuni dei nostri atleti potrebbero diventare campioni mentre tutti devono diventare uomini. Per questo ci sforzeremo di trovare il giusto equilibrio tra l’agonismo puro e il semplice divertimento sportivo. Ci sforzeremo di proporre un’attività sportiva in grado di intervenire sul fenomeno del disagio giovanile, come strumento che agevola l’integrazione, che contenga i fenomeni negativi quali il bullismo e la noia.

L’Associazione concorre alla crescita della componente umana e civile del ragazzo coniugandola con quella dell’atleta. Tuttavia, rimane rilevante, in quanto Società Sportiva, il raggiungimento di risultati sportivi.

I nostri sforzi mirano a sottrarre i ragazzi dalla strada formando persone rispettose delle regole, responsabili di se stesse, fiduciosi nelle proprie capacità, capaci di stare con gli altri nel modo giusto, curiosi e appassionati della vita, generosi e capaci di accoglienza, consapevoli dei propri limiti e desiderosi di accrescere le proprie potenzialità.

Intendiamo raggiungere questi obiettivi con allenatori e tecnici preparati ed un’organizzazione efficiente, ritenendo che competenza ed efficienza esaltino l’importanza dell’azione educativa.

L’Associazione scommette sullo sport facendosi carico di indicare le linee educative, operando la scelta degli educatori e dei dirigenti, avviandoli o curandone al proprio interno la formazione, coordinando le proprie attività con quelle dell’Oratorio.

I destinatari delle attività organizzate dall’Associazione sono i ragazzi, gli adolescenti e i giovani residenti nella città di Trezzo, di entrambi i sessi e di qualsiasi condizione sociale, religiosa e di nazionalità.

L’Associazione , scommettendo su questa proposta educativa, chiede la collaborazione delle Istituzioni Pubbliche, di quelle Scolastiche e di quelle Parrocchiali al fine di condividere il progetto e di supportarne la sua realizzazione attraverso l’uso degli impianti sportivi, la destinazione di contributi economici, la condivisione di risorse umane competenti.

2 – L’educatore sportivo

GENERALI

Riteniamo che lo sport è educativo in relazione al modo con cui viene proposto e praticato. Questo modo dipende in gran misura dalle persone alle quali viene affidato il compito di praticare l’attività.

Visto il fascino che Io sport esercita sui giovani e il molto tempo che essi passano con allenatori, dirigenti, ed accompagnatori dell’ Associazione, è chiaro che queste divengono figure educative di primo piano.

Per questo non esitiamo a riconoscere agli operatori, nelle diverse squadre giovanili, il ruolo di Istruttori-educatori.

PARTICOLARI

E’ necessario dunque che allenatori, tecnici e dirigenti abbiano in sé quelle virtù umane che consentano loro di essere maestri di vita nella semplicità del loro comportamento.

Occorre quindi che essi abbiano capacità, conoscenze tecniche, organizzative e attitudini ad operare con specifiche fasce d’età.

Alla Associazione compete, direttamente o attraverso specifici dirigenti, valutare e verificare la competenza educativa, tecnica, psicologica ed organizzativa di allenatori e dirigenti.

E’ la Associazione, nella figura del suo Direttivo, che affida agli educatori sportivi il compito di seguire i ragazzi conferendogli un mandato annuale.

L’Associazione è consapevole che dal loro operato traspare la sua stessa immagine; per questo chiede loro di conoscere, di condividere e di essere in sintonia reale con i suoi obiettivi e le finalità contenute nel presente Progetto Educativo e Sportivo per applicarli nella squadra affidatagli.

Ritenendo che i primi educatori sono i genitori, con essi è bene coltivare un rapporto di cordiale attenzione e di aiuto orientato al bene del ragazzo.

Tuttavia, anche se si auspica la collaborazione dei genitori, è dato esclusivo mandato agli allenatori e ai dirigenti di decidere circa le scelte tecniche e disciplinari della squadra in linea con gli orientamenti della Associazione .

GRATUITA’ e RIMBORSO SPESE

L’Associazione , allo scopo di perseguire principi e valori sociali, intende reggersi e basare la propria organizzazione sull’azione volontaria. Lo scopo dei suoi allenatori, tecnici e dirigenti non deve essere il guadagno economico o il prestigio, ma la crescita umana dei ragazzi.

L’ambiente sportivo e culturale complessivo, nel quale si opera e con il quale essa si trova a relazionarsi, rende però difficile trattenere o reperire allenatori competenti e validi che svolgano la propria attività educativa in modo completamente gratuito.

Pur incoraggiando chi, senza alcun rimborso, effettua questo servizio, per continuare a svolgere la propria azione, l’Associazione è disposta a riconoscere minime quote economiche pur di poter disporre di figure preparate. Eventuali corresponsioni di denaro non saranno mai intese (nella forma e soprattutto nella sostanza) come stipendio ma come rimborso delle spese sostenute per proporre l’attività sportiva.

3 – I ragazzi e gli obiettivi educativi

GENERALE

I veri protagonisti dell’Associazione sono i ragazzi, gli adolescenti e i giovani di entrambi i sessi e di qualsiasi condizione sociale.

Pertanto si ritiene, indipendentemente dalla fascia di età, che sia di primaria importanza educare al senso della sportività, al rispetto per gli ambienti in cui si esercita l’attività sportiva, al rispetto degli allenatori, dei propri compagni e la cura per tutte le attrezzature che vengono utilizzate durante gli allenamenti.

FASCE DI ETA’

L’età di coloro che praticano attività sportiva nell’Associazione è cosi varia che differenziamo le nostre proposte educativo-sportive in quattro fasce:

Prima fascia, dai 5 ai 10 anni

In questa fascia di età l’attività sportiva è aperta a tutti ed è orientata alla partecipazione, al gioco in un clima gioioso. Il bambino comincia un percorso che lo porterà a sentirsi membro del gruppo e a compiere le prime esperienze di collaborazione dove molte esperienze motorie saranno interiorizzate. Emergerà nel tempo una più sviluppata coscienza di sé e una maggiore padronanza del proprio corpo.

È possibile e doveroso potenziare e rendere più specifiche le attività motorie che, pur rimanendo eminentemente formative e ludiche, possono essere maggiormente orientate verso il gesto sportivo a carattere polisportivo.

È da evitare ogni attività sportiva agonistica nel senso tecnico-funzionale del termine. Una particolare attenzione deve essere posta all’accoglienza del mini-atleta e della sua famiglia che, in questa fase, entrano in contatto per la prima volta con l’Associazione.

Seconda fascia, dai 11 ai 14 anni

Il ragazzo non è ancora un atleta, è un soggetto che sta acquisendo una mentalità, un costume e delle abilità sportive, intese come strumento di educazione personale e sociale.

Le attività si fanno specifiche, senza diventare specialistiche; si affinano senza giungere all’esasperazione tecnicistica; si intensificano senza imporre esasperati impegni fisici e tensioni psichiche; le regole si complicano senza reprimere la spontaneità e la libertà espressiva. In questa fascia di età occorre tener conto delle diverse attitudini e capacità personali nello svolgere l’attività sportiva. Il coinvolgimento di tutti nel gruppo e nell’attività stessa resta comunque un’attenzione primaria.

L’agonismo assume per l’età stessa una parte di rilievo, ma occorre che non degeneri in competitività aggressiva e prolungata.

Inizia, in questo periodo, la dinamica di gruppo pre-adolescenziale. E’ essenziale creare, tra i membri della squadra, le basi per un affiatamento e condivisione ponendo attenzione

a tutte le problematiche connesse.

Terza fascia, dai 15 ai 20 anni

In questa fascia si usa per la prima volta l’espressione “attività sportiva” poiché è a questa età che lo sport può estrinsecarsi nella completezza delle sue componenti fisico psichiche e tecnico-organizzative. In questa fascia di età si terrà conto delle capacità e delle prestazioni individuali. Viene valorizzata la competizione intesa come il raggiungimento dei migliori risultati sportivi. Più che mai in questa fase gli obiettivi generali sopra elencati diventano obiettivi specifici. Un discorso a parte merita la fascia d’età 18 anni: essa è da considerarsi la conclusione di un cammino formativo iniziato nella prima fascia di età. Al tempo stesso è l’inizio dell’ingresso nel mondo adulto quindi è importate una integrazione tecnica e formativa con la prima squadra.

Questa integrazione deve incentivare l’atleta al confronto e alla “lotta sportiva” per la conquista di un posto, che deve essere sempre fatto nel rispetto della persona e degli obiettivi.

In questa categoria l’attività sportiva deve diventare anche scuola di vita, nel rispetto delle

regole e nell’accettazione di ciò che si è.

La sana competizione deve stimolare l’atleta ad un continuo miglioramento di se stesso senza ansie.

Quarta fascia, oltre i 20 anni

Un’attenzione particolare meritano le squadre della fascia degli Over 20. Esse sono il frutto del lavoro sportivo – educativo dell’Associazione .

A tali squadre è richiesto non tanto di essere blasonate da allori sportivi, quanto l’esemplarità per i gli atleti più piccoli, che devono poter vedere nelle persone delle prime squadre di tutti i settori esempi positivi.

Inoltre, il coinvolgimento degli atleti nella vita della squadra , deve essere maggiormente sottolineata perché nessuno si senta cliente, ma protagonista della vita della società.

Vanno educati a collaborare sia nelle diverse forme di servizio sia in quelle educative. Tra

essi devono essere coltivati e ricercati i nuovi dirigenti e i futuri allenatori dell’Associazione

4 – Agonismo, sconfitta e vittoria

AGONISMO

La sana competitività è quella a “favore” del gioco e al superamento delle prove che esso comporta e non “contro” l’avversario; è quella che rispetta il concorrente e ne riconosce il suo valore. In questa prospettiva il “tifo” soprattutto dei genitori e degli adulti va educato con rigorosità, riconoscendo sia la carica stimolante di una buona tifoseria, sia i reali effetti deleteri sulla sua azione educativa di un tifo volgare e aggressivo.

SCONFITTA

Se in squadra c’è un’atmosfera favorevole, ci si educa alla sconfitta quando si va oltre lo sterile atteggiamento di cercare scusanti ad ogni costo, di imprecare alla sfortuna o all’arbitraggio, di trovare il capro espiatorio; ma si impara a riconoscere i propri limiti e le cadute di forma senza farne una tragedia, si sottolinea la solidarietà di squadra, si incoraggia a fare quel passo preciso che è mancato in partita.

Pur amara possa risultare la sconfitta in una partita, i tecnici e i dirigenti devono sempre ricordare che essa non coincide necessariamente con una reale sconfitta nella crescita complessiva di sé.

VITTORIA

Nella vittoria l’educatore sappia gioire con i suoi ragazzi, evidenziandone il superamento di paure, la generosità, lo spirito di abnegazione e di dedizione, la nobiltà di stile verso l’altro, il concorso corale della squadra per il conseguimento della stessa. Esaltando in questo contesto le prestazioni di chi solitamente, per limiti propri o per tempi di crescita differenti, fa più fatica ad eccellere.

5 – Gestione vicende disciplinari

Focalizziamo alcuni aspetti settoriali tra i molti possibili che hanno una notevole rilevanza educativa nella vita dell’ Associazione e delle sue squadre.

Vicende disciplinari. Le vicende disciplinari relative ad un giocatore siano condotte con rispetto sia del ragazzo che della sua famiglia. L’ allenatore, eventualmente coadiuvato dai responsabili tecnici dell’ Associazione , prenderà le decisioni disciplinari verso un singolo o verso la squadra intera. Davanti a situazioni particolarmente delicate è buona cosa che se ne parli con discrezione nelle sedi opportune, sottraendole così al possibile pettegolezzo. In ogni caso se ne parli sempre con i responsabili tecnici della società, che possono avere altri elementi di valutazione.

6 – I Ruoli

IL CONSIGLIO DIRETTIVO

E’ l’organo fondamentale dell’Associazione , nel quale, i soci eletti , verificano di continuo se lo svolgimento delle varie attività, rispondono alle linee e alle finalità definite.

Sono a carico del Consiglio Direttivo anche la gestione economica e tutte le situazioni ad essa correlate. Anche in questo ambito si deve avere la massima attenzione nel gestire un conto economico comune facendo scelte ponderate secondo le reali possibilità e necessità dell’Associazione , tenendo sempre ben chiaro il concetto di parità tra tutte le discipline e tutte le attività.

E’ dal Consiglio Direttivo che vengono emanate tutte le direttive essenziali per la vita dell’Associazione, in piena autonomia e senza pressioni esterne, alle quali ogni socio, sia esso dirigente, atleta, o genitore è tenuto a rispettare condividendo così lo spirito di corresponsabilità caratteristico della società.

DIRIGENTI RESPONSABILI DI SQUADRA

I DIRIGENTI RESPONSABILI DI SQUADRA devono essere anzitutto delle persone che esprimono la premura e l’attenzione dell’ Associazione, per gli atleti.

Consapevoli dell’importanza del loro ruolo, si impegnano a vivere al meglio l’appartenenza all’ Associazione in maniera volontaria e gratuita.

Essi si impegnino con coraggio, libertà e responsabilità, sempre in stretta collaborazione tra di loro e gli allenatori e secondo le linee guida dell’ Associazione e del progetto educativo-sportivo, ad operare le scelte più giuste per il bene di ogni squadra, e di ogni atleta.

Loro compito primario è mantenere un giusto clima all’interno della squadra in piena collaborazione con gli allenatori.

E’ loro il compito di mantenere i rapporti con i genitori.

Il dirigente deve relazionarsi periodicamente con il responsabile tecnico della società, evidenziando eventuali problematiche riscontrate nella mansione del suo operato, deve inoltre confrontarsi e collaborare con i dirigenti delle altre squadre per la gestione comune di problematiche societarie.

Tutte le iniziative devono essere concordate preventivamente con il proprio responsabile tecnico dell’Associazione.

ALLENATORI

All’ALLENATORE sono affidati atleti perché facciano attività sportiva. Occorre che abbia la capacità e le conoscenze tecniche della disciplina che gli compete sia le attitudini per operare con quella precisa fascia di età di cui si occupa.

E’ il responsabile delle scelte tecniche, ma anche un educatore capace di rapportarsi con i ragazzi in maniera serena, armonica, aiutandoli a maturare umanamente. L’Associazione è consapevole che dall’operato dell’allenatore traspare la sua stessa immagine. Per questo chiede a lui di essere in sintonia con le sue finalità e il suo stile.

All’allenatore è chiesto di saper collaborare soprattutto con il dirigente di squadra, e con le altre figure presenti nella società sportiva, perché insieme, si è al servizio degli stessi atleti, senza assolutizzazioni della propria realtà o inutili irrigidimenti, ma operando in sintonia e fiducia reciproca, collaborando anche con gli allenatori delle altre squadre.

Preoccupandosi degli atleti gli allenatori e i dirigenti non dimentichino che i primi educatori sono i genitori. Con essi coltivino un rapporto di cordiale attenzione, di aiuto per il vero bene dell’atleta, suscitino collaborazione per la squadra, e garantiscano di essere gli unici a decidere circa le scelte tecniche della squadra.

La figura ideale dell’allenatore nell’Associazione è quella che si riconosca anche nel volontariato gratuito, perché ciò esprime più chiaramente il servizio che è lo stile della società e aumenta l’incidenza della testimonianza e l’efficacia della proposta di professionalità.

Si vuole ricordare alcune virtù di un allenatore: la pazienza, il dominio di sé, la fermezza mai rude coniugata con la dolcezza e il rispetto degli atleti e delle loro famiglie, la capacità di dare e ricevere fiducia, di perdonare e di chiedere scusa.

AIUTO ALLENATORI

La figura dell’aiuto allenatore indica quei tesserati che affiancano l’allenatore per aiutarlo nello svolgimento delle sue mansioni. Non sostituiscono ma integrano la figura dell’allenatore. Ricoprono questo ruolo genitori, dirigenti, ragazzi delle squadre superiori e chiunque voglia dare la sua disponibilità e mettersi in gioco.

L’Associazione pone particolare attenzione alla crescita degli adolescenti che potrebbero scegliere di ricoprire la figura di aiuto allenatore.

Inizia per loro un percorso di crescita e di esperienza che li dovrebbe aiutare in futuro a diventare i nuovi allenatori. Il percorso prevede anche un incremento graduale delle responsabilità che li aiuti a maturare e crescere come persona.

GENITORI

I genitori sono i primi e insostituibili educatori e solo con un loro reale coinvolgimento, non solo pratico, ma anzitutto con la condivisione del presente progetto, è possibile far nascere un cammino educativamente significativo. Riteniamo pertanto opportuno che si instauri un legame di conoscenza, collaborazione, e stima reciproca con gli allenatori e i dirigenti, al fine di intervenire in modo trasparente e con unità di intenti nei confronti degli atleti. Da parte nostra, ci sentiamo di poter assicurare un dialogo attento, sincero e rispettoso con ciascuna famiglia.

Chiediamo ai genitori di collaborare per quanto possibile alle attività, di aiutare i figli a superare le inevitabili tensioni proprie dell’attività agonistica e di fare in modo che l’allenatore possa sentirsi libero e non giudicato sulle scelte, perché queste saranno prese sempre nell’interesse della squadra, sempre nel rispetto di ogni singolo atleta.

Gli allenatori e i dirigenti sono sempre disponibili ad un confronto purché costruttivo, che sia condotto con pacatezza, al momento opportuno (tempistica), nel luogo giusto e nel rispetto del complesso discernimento che richiede la gestione di un gruppo composto da individui diversi tra loro.

7 – Disposizioni finali

Le indicazioni e le linee educative del Progetto hanno bisogno di essere tradotte e concretizzate in azioni precise. A tale scopo, il CONSIGLIO DIRETTIVO è chiamato annualmente a redigere il Piano Operativo che permetta di:

  • Conoscere reciprocamente la natura e l’andamento delle iniziative delle diverse squadre;
  • Definire un calendario condiviso delle iniziative dei diversi settori per evitare sovrapposizioni e favorire le possibili sinergie;
  • Favorire la collaborazione educativa tra l’Associazione ,la famiglia, la scuola, le Parrocchie e gli Oratori.
  • Stimolare lo sviluppo e la maturazione di una cultura della programmazione delle proposte e della verifica delle attività svolte
  • Attuare in collaborazione con gli Oratori e le Parrocchie un programma delle attività reciproche per evitare,per quanto possibile, inutili sovrapposizioni.

A tale scopo, tutte le squadre sono chiamate a valutare insieme ai responsabili tecnici della società il proprio operato e ridefinire gli obiettivi specifici e le modalità da utilizzare per il loro raggiungimento.

Punti generali per tutti settori:

  • Analisi e valutazione delle attività dell’anno in corso e degli obiettivi fissati e raggiunti;
  • Definizione delle linee programmatiche per l’anno successivo;
  • Stesura del Piano Operativo Annuale complessivo e del Calendario delle attività. Presentazione attività sportiva anno successivo;
  • Assemblea Generale dei Soci;

Tutti gli allenatori, dirigenti, atleti e genitori sono tenuti a conoscere e far rispettare le regole contenute nell’allegato: “Regole e comportamenti dell’Associazione sportiva dilettantistica Trezzo”

CONCLUSIONE

L’impegno del gruppo è quello di mantenere vivo questo strumento educativo aggiornandolo alle esigenze ed adeguandolo ai tempi, senza mai perdere di vista gli obiettivi che devono rimanere quelli di far crescere gli atleti nel rispetto dei valori umani, aiutandoli tutti nella loro crescita personale e di gruppo.

BUON LAVORO A TUTTI

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